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ASSOCIAZIONE CASALESE ARTE E STORIA PARCO NATURALE E AREA ATTREZZATA
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VILLADEATI

VILLADEATI

 

Dial. Vila. Villa, 909 [BSSS 28, doc. 39, p. 64]; Villa Deatorum, 1343/49 [Ferraris 1984b, p. 184]. Leone Deati ne divenne feudatario il 13/3/1325.

Abitanti: 312. Distanza da Casale Km 28 ‑ Altezza: m 410 s. m. Provincia di Alessandria.

Parrocchia dei Ss. Remigio e Grato. Eretta ab immemorabili. Passò dalla diocesi di Vercelli alla diocesi di Casale fin dal 1474 [De Bono 1986, p. 34]. Prima del 1474 c’era una sola parrocchia per un ampio territorio; in seguito vennero smembrate le borgate di Cardona e Lussello, che si eressero in parrocchia nella chiesa di S. Lorenzo (antica pieve di Castrum Turris, presso il bric S. Lorenzo). Quindi nel 1584 si staccò anche Zanco, che si eresse a sua volta in parrocchia sotto il titolo di S. Giorgio [Casalis, vol. XXV, 1854, p. 375; AD 1991, p. 232].

Chiesa parrocchiale, Ss. Remigio, Grato e Maria Assunta: nella parte alta del paese, sotto il cosiddetto castello Belvedere. Fu costruita nel sec. XVI su un precedente oratorio omonimo e consacrata in data 8/9/1534 da mons. Bernardino Castellaro [Niccolini 1877, p. 415]. Ulteriori lavori nel sec. XVII [Perin 2001, p. 191]. Dopo sostanziali rifacimenti progettati dal parroco don Tommaso Audisio [Niccolini 1877, p. 414], fu riconsacrata il 3/8/1823 [AD 1991, p. 227] da mons. Francesco Alciati. Campanile del 1840, disegnato dall’Audisio, col motivo eminentemente barocco del cornicione spezzato appoggiato su colonnine angolari poste su alti basamenti [Perin 2001, p. 197]. L’ampio sagrato fu ricavato nel 1897 con l’innalzamento di un muraglione di contenimento alto 10 metri.

La facciata neoclassica ha sei lesene su due ordini, timpano triangolare, un mediocre portale, affreschi mal conservati (Assunzione di Maria e Apostoli attorno alla tomba di Maria) di Alessandro Pugno (1897). Abside poligonale. Il campanile è addossato al fianco destro del presbiterio. Interno a tre navate. Dipinti murali di Pietro Montaldo e di Giuseppe Costanzi (1819-20) [Barbero 1979a, p. 71; Perin 2001, p. 192] raffiguranti sulla volta del presbiterio il Corpus Domini, nella navata centrale la Chiesa del Trionfo, alla parete sinistra Crocifissione e illustrazioni dei continenti. L'altar maggiore marmoreo è datato 1887; sui gradini della mensa vi sono vari reliquiari; il tabernacolo custodisce una stauroteca e dà appoggio ad un Crocifisso ligneo; sul retro dell’altare una lapide ricorda la consacrazione e le donatrici Melania Osella e Teresa Serra Madio Magrelli. La balaustrata marmorea è intarsiata in stucco e graffita con simboli religiosi [Grignolio 1994, pp. 112-13]. Sul fondo delle navatelle sono posti due altari laterali barocchi ricchi di stucchi. Numerosi sono i quadri: al centro dell’abside un ovale raffigurante l’Assunta, di Pietro Montaldo (ca. 1820); all’altare di destra Madonna del Rosario circondata da ovali coi Misteri, di scuola moncalvesca; a sinistra Deposizione, di Paolo Maggi (1887); inoltre Cristo confortato dagli angeli nel deserto, grande tela di Orsola Caccia con aiuto del padre [Romano 1972, p. 763]; Immacolata, opera tarda di Orsola, con aiuti (>1665), forse proveniente da altra sede [Chiodo 2003, p. 77]; S. Luigi e S. Francesco Saverio, ovali di pittore ignoto; S. Rocco; sopra il fonte battesimale Assunta, di Giuseppe Costanzi [Grignolio 1994, p. 113]. A lato della cappella del Rosario c’è la tomba di don Tommaso Audisio, parroco dal 1817, architetto dalla febbrile attività, autore del progetto per il “castello” Belvedere di Villadeati (ca. 1828-34) e di vari interventi in questa chiesa tra cui i disegni per bussola (scultore Giuseppe Varale, falegname Giuseppe Brignano, 1825-26, orchestra e cantoria (Varale, Vigliani, falegname Musso, 1828-29), campanile (1840), pulpito (autore Varallo, con l’aiuto di Francesco Jura, 1841) [Niccolini 1877, pp. 414-16; Barbero 1979a, pp. 68-72; Rossato 2005, p. 226]. Il grandioso complesso di mobili disegnati dall’Audisio, costituiti da bussola, orchestra, cantoria e confessionali incassati nello spessore delle pareti laterali, si riaggancia alla tradizione dei decoratori tardo-barocchi, fondendo elementi decorativi dello stile impero con motivi del linguaggio architettonico del sec. XVI ed elementi più propri del neoclassicismo. Il pulpito, più tardo, pare ispirato ad opere di Pelagio Palagi realizzate dal 1833 nel castello di Racconigi e nel palazzo reale di Torino [Perin 2001, p. 194]. Presso l’altare di sinistra è sepolto don Ernesto Camurati, parroco di Villadeati, che il 9/10/1944 fu fucilato dai nazisti per rappresaglia con nove capi-famiglia del paese [Angrisani 1946, pp. 51-52]. La Via Crucis è costituita da acqueforti dipinte, datate 1800 (autori in Firenze Luigi Sabatelli, Giuseppe Pera e Gio Batta Cecchi, rispettivamente disegnatore, acquafortista e incisore). L’organo fu costruito nel 1831 da Giacinto Bruna, probabilmente coadiuvato dal genero Amedeo Ramasco; venne ristrutturato nel 1855 ad opera di Alessandro Collino [Giacometto 1992], ammodernato nel 1943 da Davico e nel 1983 da Renzo Rosso [AD 1991, p. 227].

In sacrestia si trovano mobili notevoli, tra cui uno stipo cinquecentesco, reliquiari, statuette lignee, preziosi paramenti antichi [AD 1991, p. 227]; in altro ambiente si conserva un Autoritratto di don Audisio con gli attrezzi del disegno architettonico, del 1844 [Barbero 1979a, p. 68]. Nel dicembre 1992 vennero rubati candelieri, calici e una pisside; nel febbraio 1993 cinque tele di modesto valore.

SS. Trinità: si trova non lontano dalla parrocchiale. La chiesa fu eretta nel 1666 e risulta in una mappa del 1672 [Ferrari 1997, p. 215]. Fu ricostruita nel 1821 [Casalis, vol. XXV, 1854, p. 376] e ornata nel 1835 da don Tommaso Audisio, come risulta da una scritta presente nella parete di controfacciata, sopra la bussola. Altar maggiore ottocentesco in stucco marmorizzato. Sulla parete di fondo, entro un'elaborata cornice lignea, è posta una tela raffigurante la SS. Trinità con Maria (inizio sec. XVII). Altri quadri di un certo pregio: Immacolata, grande tela attribuita alla scuola del Moncalvo; S. Rocco (1731). Vi sono inoltre statue lignee della Madonna e un Angelo [AD 1991, p. 227].

S. Remigio: nella parte bassa, all’entrata sud-occidentale del paese. Una ecclesia de villa compare negli estimi della diocesi Vercelli, pieve di Castrum Turris, nel 1299; nel 1348 risulta il titolo di S. Remigio de villa [ARMO, p. 39, 114]. Fu parrocchiale dal 1556 al 1769 [Grignolio 1992c]. La chiesa attuale fu costruita nel 1534 e riplasmata in stile barocco verso la metà del sec. XVIII [Casalis, vol. XXV, p. 376]. Di proprietà comunale, è stata recentemente restaurata per diventare sacrario ai caduti.

Elegante facciata, da cui è quasi completamente caduto l’intonaco, lasciando a vista la muratura in laterizio; quattro alte lesene su piedistallo sorreggono un frontone curvilineo con nicchia entro cui vi è una statua di S. Remigio, vescovo di Reims. Pianta centrale. Non sono più presenti tre altari con stucchi e due grandi dipinti di Pietro Montaldo e Giuseppe Costanzi raffiguranti la Crocifissione e l’Annunciazione.

S. Bartolomeo: sulla strada per Odalengo Piccolo. La chiesa è indicata in una mappa del 1672 [Ferrari 1997, p. 215]. Piccolo edificio ad aula rettangolare con volta a botte. Si conserva una tela di recente fattura.

S. Antonio Abate: sulla strada per Odalengo Piccolo. La chiesa è presente in una mappa del 1672 [Ferrari 1997, p. 215]. Aula rettangolare con volta a botte, simile alla precedente. Ha una statuetta di S. Antonio Abate.

S. Grato: a Lussello (dial. Lüsè). Una chiesa dedicata a S. Grato era già presente nel 1577 [1]. Parrocchia eretta nel 1650 [AD 1991, p. 107]; dal 1805 al 1817 passò temporaneamente alla diocesi di Asti [Bosio 1894, pp. 134-41]; fu infine soppressa nel 1986 [Decreto vescovile 30/6/1986]. Una nuova chiesa fu costruita nel 1667 [AD 1969, p. 57], con facciata rivolta ad ovest. Nel 1684 venne realizzato un altare ligneo con statue dorate, sostituito nel 1806 dall'attuale altare marmoreo [1]. Restauri nel 1978.

Sulle pareti interne sono dipinte delicate decorazioni floreali con voli di angioletti, opera degli anni cinquanta del sec. XX di Raffaele Panizza (fratello del parroco don Giovanni Panizza), insegnante di disegno formato all’Accademia di Brera. In due nicchie sono poste le statue della Madonna del Rosario e dell’Immacolata. Diego Garoglio scrisse appassionati versi su questa chiesetta e sulla statua della Madonna Immacolata [Grignolio 1980, pp. 165-66]; la statuetta di onice, alta cm 75, proveniente dal convento francescano di S. Maurizio di Conzano (al quale fu offerta nel 1727 dal filippino Giuseppe Maria Cevatari), venne acquistata a inizio Ottocento dall'avv. Luigi Garoglio [1], restaurata e donata alla chiesa di Lussello nel 1814. L'altare è il risultato dell'assemblaggio di porzioni di due altari diversi: la parte posteriore in marmo nero con intarsi colorati, presenta tre gradini e un ciborio con colonnine tortili; ricorda l'altare che si trova oggi nella chiesa di S. Silvestro di Asti, datato 1717; la parte anteriore, comprendente frontale, stipiti laterali e mensa, è in marmo rosato e mostra nel paliotto due braccia incrociate, simbolo dei Francescani. Secondo padre Burroni l'altare in bellissimo marmo rosa, con le insegne dei Francescani, proviene dalla chiesa del convento di S. Bernardino di Moncalvo (Frati Minori Osservanti), soppresso nel 1802, il cui altar maggiore nel 1722 era in non buone condizioni [Burroni 1941, p. 43]. La notizia è confermata dalle memorie autografe dell'avv. Luigi Garoglio, che nel 1806 comprò l'opera dal nuovo proprietario del convento soppresso, notaio Ignazio Della Valle (fratello dell'ultimo guardiano del convento), facendola riallestire nella chiesa di Lussello dal marmorista Bussi (Buzzi) di Casale [1]. E' verosimile che anche la parte posteriore dell'altare provenga dallo stesso convento di Moncalvo.
Nel 1995 vennero rubati i 14 quadri della Via Crucis, opere ad olio su tela di scuola tedesca del sec. XVIII, la porta di un confessionale e un inginocchiatoio.

S. Rocco: a Lussello, verso il cimitero. Una chiesa di S. Rocco è indicata in una mappa del 1672 [Ferrari 1997, p. 215]. L'attuale costruzione risale al 1887 [AD 1969, p. 57]. La chiesetta è stata riparata dopo il 1978.

Piccolo edificio ad aula rettangolare con abside; muratura esterna in mattoni e pietre irregolari, lesene e zoccolo in cemento; facciata neoclassica con timpano triangolare. Interno spoglio.


1 Informazioni di Eugenio Garoglio [2014 e 2019] tratte dalla visita apostolica Ragazzoni e dalle memorie inedite dell'avv. Luigi Garoglio.