M O N F E R R A T O A R T E

ASSOCIAZIONE CASALESE ARTE E STORIA PARCO NATURALE E AREA ATTREZZATA
DEL SACRO MONTE DI CREA
MUSEO CIVICO DI CASALE MONFERRATO
Home
Indice dei luoghi
Indice dei nomi
di persona
Indice dei titoli e
dei santi titolari
Bibliografia
 
Avvertenze
Segnalazione Contributi

 

Scheda precedente
Scheda successiva
 
CORTIGLIONE

CORTIGLIONE

 

Dial. Curtiùn. Corteonum, 1299 [ARMO, p. 41].

Abitanti: 240. Distanza da Casale Km 37 ‑ Altezza: m 357 s. m. Frazione di Robella, provincia di Asti.

Parrocchia di S. Eusebio. Fino al sec. XIII faceva parte della pieve di Industria. Cortiglione fu smembrata da Industria ed elevata a sede di pieve probabilmente tra il 1243 e il 1244; come la nuova pieve di Cocconato anche la pieve di Cortiglione restò comunque formalmente soggetta alla pieve di Industria [Settia 2012, pp. 14-22]. Viene indicata nell’elenco delle decime del 1299 come pieve della diocesi di Vercelli, comprendente ben 16 chiese: «Ecclesia de corteono et est plebs cum ecclesia castri curtis rancij» [ARMO, p. 41]. Il pievano della chiesa di Cortiglione era parroco per tutto il comune; nel 1611 si trasferì a Robella, la cui chiesa di S. Giacomo subentrò come parrocchiale alla chiesa di Cortiglione. Nel 1706 la popolazione ottenne per smembramento una parrocchia autonoma [AD 1991, p. 127; Caramellino 2000a], che passò dalla diocesi di Vercelli a quella di Asti nel 1805 e alla diocesi di Casale nel 1817 [Orsenigo 1909, p. 21; Bosio 1894, pp. 134-41; Bolla papale 17/7/1817].

Chiesa parrocchiale, S. Eusebio: domina il paese su una piccola altura. Edificio seicentesco, ricostruito in parte per il crollo della volta, avvenuto il 6/6/1965, col quale andò distrutto un grande affresco sulla volta della navata centrale raffigurante la Sacra Famiglia [AD 1969, p. 48]. Le decorazioni interne furono riprese dai Monateri [Moscone 1970].

La facciata intonacata ha superficie mossa con parte centrale più elevata percorsa da quattro alte colonne; grande portone ligneo intagliato settecentesco e ampia finestra mistilinea trilobata; elementi laterali più bassi con due portoncini e oculi ovali. Le restanti pareti sono in mattoni a vista, così come il bel campanile terminante a bulbo. All’interno la navata centrale è affiancata sulla sinistra da una navata laterale più bassa, mentre a destra la navatella è obliterata; di essa restano un vano all’entrata adibito a cappella battesimale con pregevoli fonte e acquasantiera di arenaria, e un corridoio che immette nella sacrestia. Il transetto sporge solo in elevato sul profilo della chiesa; la crociera è coperta da una cupoletta ribassata a base circolare, su cui è dipinto il Trionfo della fede tra i popoli, riferibile a Luigi Morgari (un’opera molto simile è firmata dal pittore nella chiesa parrocchiale di Montechiaro d'Asti: il tema del dipinto, in voga agli inizi del Novecento in rapporto con l’espansione colonialista, mostra cinque personaggi raffiguranti i continenti, riuniti in nome della fede [Enrico 2000, pp. 140-43]). L’altar maggiore in stucco lucido è concepito alla romana; ha un paliotto in scagliola monolitico con decorazione a rocaille su fondo nero, di Francesco Solari e collaboratori (ca. 1742), al cui centro è raffigurato S. Eusebio con la palma del martirio [Caramellino 1987a, p. 150; Caramellino 2000a]. Sulla parete di fondo dell’abside rettangolare è dipinto il Martirio di S. Eusebio. Del coro ligneo settecentesco permangono solo gli schienali intarsiati con decorazioni a cornici nastriformi.

Vi sono due cappelle laterali agli estremi del transetto: la cappella di destra ha un ricco altare di scagliola nella cui nicchia è conservata la statua lignea settecentesca della Madonna del Rosario, mentre mancano, perché rubate, le raffigurazioni dei Misteri (ne resta solo uno); a sinistra c’è un altro altare in scagliola con bella tela di autore ignoto raffigurante la Deposizione dalla croce (sec. XVI), restaurata nel 1995 (Gian Luigi Nicola). Sulla parete destra della navata maggiore è posta una tela datata 1636 con la Madonna del Rosario, i Ss. Domenico e Caterina da Siena e la battaglia di Lepanto tra due gruppi di personaggi.

S. Anna: chiesetta settecentesca, situata presso un quadrivio nella borgata Casa del Bosco (dial. Cà dal Bosc).

S. Marcelliano: presso la borgata Cà di Masino (dial. Cà di Mažìn). E' stata suggerita una corrispondenza con l'antica chiesa di S. Marziano, ancora presente nel 1606 nel territorio di Cortiglione (questa chiesa però venne elencata nel 1348 e nel 1359 come chiesa di Brozolo, unitamente a S. Maria di Brozolo, e, secondo un'altra ipotesi, corrisponderebbe alla chiesa di S. Bernardino di Brozolo) [ARMO, p. 41; Cognasso 1929, p. 233; Ferraris 1995, p. 170 n. 193; Settia 2012, p. 51].

Piccolo edificio ad aula con abside rettangolare. Facciata in mattoni a vista con timpano triangolare sovrastato da una campanella e da una croce metallica. La parete di fondo e le pareti laterali sono intonacate; in alcuni punti il distacco dell'intonaco evidenzia la struttura portante costituita da pietre e mattoni disposti senza regolarità. Sono presenti vari tiranti metallici di rinforzo; inoltre la parete di sinistra è sostenuta da paraste scarpate. Una scritta incisa su una lastra di arenaria sul fianco destro segnala restauri avvenuti nel 1741 [1]. L'interno presenta un semplice altare; sulla parete di fondo si trova un quadro raffigurante Maria col Bambino e i Ss. Rocco e Bernardo da Mentone; sulle pareti laterali a destra è posto un quadro raffigurante S. Marcelliano martire, a sinistra un quadro con S. Eusebio (1996).


1 Comunicazione di Antonino Angelino (2009).